lunedì 13 gennaio 2014

Di come ho scelto l'allattamento artificiale

Ebbene sì Tartufino è nutrito col latte artificiale da pochi giorni dopo la sua nascita.
Per noi tutta la melodia meravigliosa dell'allattamento al seno a richiesta non ha nemmeno cominciato a funzionare.

Ad essere sinceri avevo cominciato a nutrire dei seri dubbi sulla faccenda dell'allattamento al seno a richiesta guardando come si sono ridotte alcune amiche (tetta sempre al vento, idrovora attaccata alla tetta ogni 30 minuti, non sapere se il bambino ha mangiato...) io già sentivo che questa cosa non avrebbe funzionato per me.

Quando Tartufino è nato complice un difetto del mio seno, la sua boccuccia minuscola, la sua poca voglia di succhiare mi sono ingorgata subito. Dopo 4 giorni di spremiture manuali (efficaci solo se fatte da Brontolo), tiralatte, impacchi di acqua calda, docce calde, lacrime, lacrime e lacrime senza riuscire ad attaccare il bimbo al seno e dovendogli comunque dare l'aggiunta ho deciso che per noi l'allattamento al seno era giunto al capolinea.

Dopo essere stata trattata come un'arpia e una madre sconsiderata sono riuscita a farmi dare le pastiglie e a mandare indietro il latte. Abbiamo cominciato la nostra avventura fatta di misurini, biberon, sterilizzatori e latte in polvere.

Non mi sono mai sentita tanto serena come quando ho preso le pastiglie. 
Non crediate che io abbia preso le pastiglie a cuor leggero senza sapere cosa gli stavo togliendo, però ho pensato anche a cosa l'allattamento al seno stava togliendo a me.
L'allattamento al seno mi stava togliendo serenità, la forza di occuparmi di Tartufino, mi sentivo inadeguata e in colpa perchè tutto il "processo naturale della maternità" e "tutte le donne hanno il latte" non sembravano adattarsi al mio caso.
Poi ho pensato a chi è Liquerizia, a come prende di solito le sue decisioni e ho deciso che per essere mamma dovevo essere serena e l'allattamento artificiale mi consente di esserlo.

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